Comunicati Uila

Effat, rafforzare la condizionalita’ sociale nella Pac post 2027

Dichiarazione di Fabrizio De Pascale, presidente settore agricolo Effat e responsabile politiche internazionali Uila

L’assemblea generale del settore agricolo dell’Effat ha adottato un documento sulle richieste del sindacato europeo in vista della revisione della PAC post 2027. Ne dà notizia il presidente del settore agricolo dell’organizzazione, Fabrizio De Pascale, che ha presieduto i lavori dell’assemblea svoltasi oggi a Budapest.

“Il documento è frutto di un ampio e approfondito confronto al quale hanno attivamente contribuito i sindacati italiani presenti a Budapest” spiega De Pascale “La richiesta principale dell’Effat è di rafforzare la condizionalita’ sociale, attuandola pienamente in tutti i paesi membri dell’Unione e includendo nel suo ambito di applicazione altre direttive europee in materia di lavoro. Chiediamo, inoltre, di mantenere il livello di finanziamento della PAC e di ampliare i criteri per i pagamenti diretti, basandoli non solo sul numero di ettari posseduti ma anche sulla quantità e qualità del lavoro utilizzato dai beneficiari”.

Il documento, che sarà definitivamente approvato in aprile dal comitato esecutivo Effat, costituirà la base del futuro confronto che il sindacato europeo e i sindacati nazionali avvieranno con la Commissione europea, l’Europarlamento e i governi nazionali.

“La condizionalita’ sociale della Pac è stata una grande conquista del sindacato europeo che si basa su un principio semplice e di buon senso: le aziende agricole che violano i diritti del lavoro non meritano di avere un aiuto pubblico” spiega De Pascale che aggiunge: grazie all’impegno del sindacato, l’Italia è stata tra i primi paesi ad applicarla, prevedendo la totale sospensione dei premi Pac in caso di violazione della legge 199/2016 contro il caporalato”.

“Forti delle nostre ragioni” conclude De Pascale “ci impegneremo, come Effat in Europa e come Uila in Italia, per convincere tutti della bontà delle nostre proposte: dalle forze politiche italiane agli europarlamentari e alle istituzioni europee, dalle associazioni della società civile alle tante aziende sane che subiscono la concorrenza sleale di quelle che infrangono la legge e non rispettano le persone”.

 

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